Cosa fa un operatore sociosanitario

Cosa fa un operatore sociosanitario

L’operatore sociosanitario: di cosa si occupa? Un operatore sociosanitario (OSS) è una figura professionale la cui attività è indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona. Tra i contesti in cui opera è possibile rintracciare quello ospedaliero, residenziale, semi-residenziale e a domicilio. Il suo lavoro si rivolge spesso agli anziani, ma anche, più in generale, ai pazienti presenti in case di cura e cliniche universitarie, dove può offrire il proprio contributo per lo svolgimento di diversi compiti. La professione dell’operatore sociosanitario è una delle più richieste attualmente, è necessario però frequentare un corso Oss a Roma. È importante soprattutto la passione, la voglia di imparare e di aiutare le persone. Di seguito approfondiamo alcune mansioni svolte da questa figura.

Aiuto ai pazienti dipendenti

Indipendentemente dal grado di dipendenza (che può essere parziale o totale), l’operatore sociosanitario offre supporto alle più svariate attività quotidiane. Tra le sue competenze rientrano anche delle mansioni di tipo infermieristico, come le piccole medicazioni, la rilevazione di parametri vitali e il controllo della corretta assunzione di pastiglie. Solitamente, infatti, l’OSS, è accompagnato da figure medico-infermieristiche per alcune operazioni di tipo più tecnico. In generale, però, risulta idoneo a coprire determinati compiti anche per quanto riguarda semplici attività di supporto diagnostico e terapeutico. In collaborazione con professionisti può attuare piani di lavoro e metodologie, entrando in contatto con la famiglia dell’assistito, ma è anche idoneo per il trasporto del materiale biologico e di esami diagnostici (secondo protocollo).

Bisogni primari e sanificazione

L’operatore sociosanitario si fa carico dell’alimentazione, dell’igiene personale, di svariate attività di mobilizzazione e del trasporto in barella. La sua figura risulta competente anche per la pulizia e la raccolta di rifiuti. Il suo obiettivo è quello di promuovere l’autonomia e l’autodeterminazione del paziente, instaurando un rapporto di fiducia reciproca e di empatia. Gli approcci possono essere molteplici e si imparano con il tempo, oltre che seguendo un buon corso di formazione in grado di fornire informazioni utili anche da questo punto di vista. L’OSS ha infatti un ruolo fondamentale nello stimolo delle capacità espressive dell’assistito, incoraggiandolo al recupero o mantenimento dei rapporti con parenti o amici. La socializzazione può essere davvero importante nei casi di persone totalmente dipendenti o con patologie e malattie gravi per migliorare le condizioni psicologiche generali dei pazienti, e l’OSS può fare la differenza mettendo a disposizione le proprie capacità. Può apportare grandi benefici anche nel recupero delle attività motorie, attraverso una rieducazione al movimento. Inoltre, questa figura professionale effettua la disinfezione, sterilizzazione e decontaminazione di strumenti e presidi sanitari, risultando indispensabile per l’igiene dell’ambiente.

La formazione dell’OSS

Come anticipato, per diventare operatore sociosanitario è necessario seguire un corso ed essere in possesso di un attestato. Questo si ottiene frequentando regolarmente il percorso. È importante verificare che la qualifica venga riconosciuta, e che la formazione sia erogata da un ente competente (come la Regione). Gli attestati sono normalmente validi in tutta Italia e anche in Europa. La durata è variabile e dipende dalla distribuzione delle lezioni e dal tirocinio. Le capacità pratiche e l’apprendimento sul posto di lavoro sono molto importanti, e permettono di acquisire competenze reali. Per questa ragione i corsi sono dotati di una parte impartita sotto forma di stage di tipo curricolare. I corsi di formazione prevedono l’ammissione e il superamento di un esame finale per poter ricevere la qualifica necessaria a svolgere la professione. Le prove sono molteplici, e prevedono uno scritto, un colloquio e un momento pratico.